Love is in the air

 

 

Faccio video amatoriali per ricordare!

Spero siano di ispirazione per chiunque volesse provare a volare, non è poi cosi impossibile. Passo dopo passo si fa tutto.

peace

Marco

 

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climb and fly: that’s the dream

Un sogno vecchio come la scalata, un desiderio che ho sempre avuto da quando feci  la Dibona in tre cime di Lavaredo con mio padre. Proprio lì, guardando dall’alto la verticalissima parete nord ho provato questo desiderio, un’attrazione verso il vuoto, un senso di tranquillità nel guardare giù. So che per molti queste parole sono strane, ma per me è veramente così. Quando sono in parete, o su un aereo pronto per saltare, o in un decollo per parapendio o su un highline la mia mente si rilassa, il mio corpo sente il vuoto ed è felice!

Da quella volta in Tre Cime ho sempre desiderato scendere da una scalata volando. Dopo tutto chi non lo ha mai desiderato? lunghi rientri da vie, ghiaioni o terribili strade forestali spacca-ginocchia. Bene, finalmente dopo anni di allenamento in tutte e due le discipline e grazie al mio socio Andrea, ho potuto realizzare questo sogno.

Come sempre le giornate migliori escono a caso. Il giorno precedente, nell’indecisione sul da farsi ormai era diventata sera e brancolavamo con la mente tra Dolomiti, Alpi Carniche o Giulie, oppure mandare tutto in vacca e andare in falesia. E poi come al solito la lampadina si accende. Andiamo in Cavallo ( alpi Carniche, passo Pramollo), a fare tutte e due!

La via in questione è una via che ha aperto un amico (Fabio Gigone & friends) nel 2006 e su cui aleggiavano storie strane: si chiama gocce di guttalax, e con questo forse ho detto tutto.

DCIM113GOPRO

La giornata quindi inizia con molte incognite; riusciremo a fare la via viste le molte ritirate precedenti? riusciremo a portare su il sacco con il mio materiale da speedfly? ci sarà un decollo in cima? ci sarà il vento giusto? ci sarà un atterraggio?

Eravamo pronti a tutto, o a niente.

La via è un piccolo capolavoro su placca, roccia eccellente e movimenti di altissima qualità. I gradi sono indicativi, più che altro perchè il tipo di arrampicata è talmente diverso da quello che si trova in falesia che è difficile fare paragoni. Una cosa è certa però, bisogna avere piedi buoni e un po’ di pelo. Le protezioni sono ottime ma diciamo che cadere, a meno che tu non sia vicino allo spit, non è una buona idea!

Detto questo la via è stupenda e passa via pulita pulita, in uscita il vento sembra buono e sistemato lo zaino corro in su per trovare un decollo. Fremo dal desiderio di trovare un decollo adatto, inutilmente. Il vento inizia a girare. Aspetto, cerco di capire il vento, con le orecchie, con la faccia. Un possibile decollo forse c’è ma è veramente pieno di sassi. Indeciso provo a correre senza vela provando ad evitarli. Con il tipo di vela che ho bisogna correre parecchio anche con il vento contrario. Faccio un ometto per sapere qual è il punto di non ritorno, il punto in cui è meglio fermare la corsa se non si è sicuri perchè dopo sono solo sassi grandi come computer.

Preparo il materiale e il vento si intensifica, perfetto, sento di potercela fare. Appena finisco di preparare tutto arriva una bella folata, è il momento giusto, 5 secondi e sono in aria. Incredibile!

Volo guardando la via che ho appena salito, vedo tutto perfettamente, i sensi si acutizzano, sento meglio, vedo meglio, vedo tutte le cime, i boschi e i ghiaioni in un secondo. Per poco però, perchè qua si corre giù veloci. Avevo individuato un paio di atterraggi ma il primo lo supero alla svelta. Punto al secondo, più brutto ma fattibile. Niente da fare neanche per il secondo atterraggio, il vento mi sposta troppo avanti. Capisco subito il da farsi e viro a destra andando a prende un costone dove atterrare di lato su un  prato. Atterraggio perfetto. Tiro i comandi con violenza per far cadere la vela come a volerla abbattere.

Sono esausto, la mente oggi ha lavorato parecchio sia per salire che per scendere. Mi siedo e per una buona mezz’ora non mi alzo, ma semplicemente osservo. Vedo pareti ovunque, nessuno in giro, solo stambecchi che fanno cadere sassi da pareti lontane, alberi, prati, nuvole e vento.

Quando inizi ad arrampicare o a volare o a sciare, non vedi più l’elemento roccia l’elemento aria e l’elemento acqua come lo vedevi prima di iniziare, qualcosa è cambiato dentro di te. Questo è il motivo per cui amo fare tante attività, perchè vivi la natura più intensamente, la fai più tua.

L’aria per esempio, non è soltanto uno spostamento d’aria a volte fastidioso, è un qualcosa che può sostenerti e che devi comprendere nel profondo per far si che accada. Lo senti in faccia il vento, ti devi fermare ed ascoltare, voltarti più volte e aspettare, capire i cicli delle folate e l’intensità. Capirne il senso.

La roccia non sarà più solo roccia, chi la guarda con un occhio esperto vedrà sinfonie di movimenti, appigli e appoggi unici, vedrà sforzi pazzeschi o delicati passaggi. Vedrà una linea, e sognerà di salirla assecondando la roccia, non forzandola.

La neve non sarà più un disagio oppure una lastra di ghiaccio servita da impianti di risalita. Sarà la cosa più morbida su cui tu ti sia mai posato, ti entrerà ovunque ma ne sarai contento. Ti farà saltare e scendere veloce, come la migliore delle amanti. Creerà per te lingue su pareti dove poter espandere il tuo terreno di gioco.

Adoro la natura perchè sento di farne parte. La comprendo e la rispetto. Sarebbe sicuramente bellissimo se le persone capissero questo, perchè allora anche una semplice carta su un prato sarebbe un sacrilegio.

Grazie infine ad Andrea che ha reso possibile questa piccola avventura e grazie anche alla mamma e al suo zaino che si è rivelato un rispettabile saccone da recupero, vista l’età. Che sia stato il suo ultimo grande viaggio? Non credo.

DCIM113GOPRO

Do not compare yourself to others just do your line.

climb&fly

Marco

 

ice, mixed and fly

 

foto 2

Qualche foto di alcune giornate passate tra Vallunga, Col dei Bos, monte Elmo, Bus di Tofana e Monte Piana.

Le buone condizioni della cascata di ghiaccio “Yosemite icefall” in Vallunga ci hanno permesso di salire la cascata fino in cima offrendo tiri di rara formazione e scenari dolomitici unici. Un eccellente scalata su ghiaccio lavorato e assolato, salita solo con maglietta termica e guscio. Poche brevi docce e tanti metri per giocare. Una giornata di ottima compagnia, una di quelle che quando cammini verso la macchina ti senti proprio in pace.

Un altra cascata invece salita nella prima metà di febbraio è avvolta dal mistero!

Io e Leo partiamo carichi verso il col dei Bos senza nessun informazione ma tanta curiosità ( e materiale!). Nè uscirà una cascata spettacolare. Un primo tiro di misto ingaggioso porta in un canalino facile. Superato un masso incastrato la montagna ci fagocita di fronte a due stupendi tiri di ghiaccio verticale, al sole!

La cascata è già stata salita ma le informazioni che son riuscito a recuperare porterebbero ad una probabile salita Francese. A presto pubblicherò un report dettagliato per chi volesse ripeterla. La cascata poi è stata ripetuta da amici emiliani Lunedi 16 Febbraio.

Prima esperienza su ghiaccio anche per Elisa in quel di Borca di Cadore, Cascate formate e signorina contenta, perfetto!

Le meravigliose giornate di queste settimane hanno permesso anche di fare incredibili voli in Speedfly e Parapendio con il Taz, Nico e Armin. Svolacchiato tra monte Elmo, Monte Piana e Bus di Tofana. queste ultime con partenze abbastanza diciamo… psicologiche!

a breve un piccolo edit 🙂

Grazie a LeoCom e al Nico per qualche foto.

Climb hard, fly fast!!

Marco