Di highline, dirtbagging e………… libertà

amaca monte piana

Recentemente ho letto un interessante articolo sulla presunta scomparsa del dirtbagging. Questo termine, per chi non lo conoscesse, identifica uno stile di vita tipico di alcuni scalatori che è facilmente riassumibile con il seguente elenco delle cose da fare durante la giornata: svegliarsi dove ci si è addormentati, mangiare quello che trovi, scalare, scalare, scalare, cenare come puoi, trovare un posto dove dormire. I tutto ripetuto per giorni e giorni.

Ebbene questa pratica ” hippy” sta realmente scomparendo dal mondo dell’arrampicata. A mio parare la cosa è semplice quanto ovvia. La pratica dell’arrampicata sta coinvolgendo sempre più pubblico,  ciò porta anche a dover gestire molte persone in uno spazio limitato, vedi camp4 a Yosemite. Tutto questo, soprattutto in America, ha portato a vietare il campeggio in molti luoghi dove si arrampica, o a fissare un limite al soggiorno, uccidendo di fatto uno stile di vita. Questo è dovuto anche al fatto che le pareti in America sono spesso in parchi naturali protetti.  In Europa ( dove questa pratica ha avuto inizio più o meno con il “nuovo mattino”, anni ’70) fortunatamente va meglio, sicuramente anche grazie alla morfologia del terreno.

Bene, sono orgoglioso di annunciavi che questa pratica non è morta ma si è solo spostata verso altre attività ancora in crescita. Una di queste sicuramente è la slackline.

Tra le varie discipline della slackline un posto d’onore va sicuramente all’highline. Una slackline tesa sul vuoto regala molte emozioni. L’highline viene praticata generalmente in montagna, tra guglie, cenge e strapiombi. Il mix tra montagna e slackline permette di coinvolgere persone che amano entrambe.

Il mondo dell’highline sembra avere molti aspetti dell’ambiente che si era creato nel mondo dell’arrampicata negli anni ’60-’70. Vivere la natura intensamente, con persone uniche, in un clima di condivisione totale. Dormire in grotte umide o in tende altrettanto bagnate non ha molta importanza, quello che conta è la complicità e la partecipazione, tutti forniscono consigli,aiuti, incoraggiamenti, tutti sono GENEROSI. Si, direi che la parola è azzeccata, perchè alla fin fine di questo si parla.

Il miglior esempio di tutto questo è l’highline meeting di Monte Piana vicino alle Tre cime di Lavaredo. Per questo evento incredibile, appena conclusosi, dobbiamo tutti ringraziare le lepri di Misurina che ci hanno creduto. Ale, Armin, Aldo, Zorro, Nico e molti altri hanno reso possibile l’incontro di più di 200 persone provenienti da 10 paesi diversi. A monte Piana il tempo si è fermato per 10 giorni. Sole, pioggia e nebbia si sono susseguiti senza che le persone quasi se ne accorgessero. Il ritmo naturale degli eventi è stato semplicemente assecondato, tutto è stato molto naturale. Sembrava quasi ovvio che là, a monte Piana, dovessero trovarsi in 200 a fare highline.

Il ritmo delle camminate era scandito dal respiro e talvolta dalla musica. Il resto erano risate e contemplazione. Sullo sfondo quadri di acquerelli, le foto sono state fatte più con gli occhi che con apparecchi tecnologici, le stampe non su carta ma sul cuore.

La luce colpisce il camminatore nel vuoto, ma lui non se ne accorge, lui vede un altra luce, quella dentro di se’. Immerso in una bolla sospesa, lui non ascolta, non vede, non sente, soltanto è. Compiendo l’ultimo passo verso la terraferma il camminatore si risveglia da un torpore fisico, ma la mente è sveglia, ha solo chiuso una porta che aveva aperto quando ha iniziato a camminare. Questa porta è difficile da aprire ma una volta sbloccata permette di insinuarsi nella nostra mente, di meditare, a tratti veramente molto profondamente.

Eventi unici, persone speciali, ambienti spettacolari. Grazie, solo un grande GRAZIE.

Un altro grazie va sicuramente a Giordano Garosio per queste splendide foto e per la disponibilità in altre occasioni.

Live simply, live fully

Marco ” rasta” Milanese

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