mindfulness e arrampicata

Giulia Vidali

 

Riporto questa interessantissima tesi di Giulia Vidali sull’arrampicata e la nostra mente, un importante spunto per tutti i climbers ma non solo.

INTRODUZIONE

Come accade in tutti gli sporti, anche nell’arrampicata la preparazione fisica, la coordinazione motoria e il controllo dell’equilibrio sono fattori essenziali ma non sufficienti per una prestazione ottimale. Disponiamo di protocolli di allenamento collaudati e specifici per quanto riguarda la preparazione fisica e tecnica di chi arrampica, e spesso questi elementi risultano essere i soli presi in considerazione per lo sviluppo di una prestazione di eccellenza.

Meno si conosce e ancora meno si fa riguardo ai fattori “mentali” (capacità di valutazione, motivazione, lucidità, emozioni) che pure contribuiscono in modo importante al risultato.

I limiti dell’approccio comunemente utilizzato si possono sintetizzare in due punti. Da una parte un uso eccessivo della forza può far si che l’arrampicatore si concentri su di essa piuttosto che sul movimento armonico del corpo, limitando in questo modo le possibilità di miglioramento.

D’altra parte, nonostante si possa aver raggiunto il proprio limite fisico, un corretto approccio mentale consentirà di migliorare le prestazioni. Infatti uno degli ostacoli principali a progredire risiede nelle risposte emotive, quali “la paura di cadere” e “l’ansia da realizzazione”. La paura di cadere è un istinto naturale giustificato dalla possibilità di farsi male; se però si cerca di razionalizzare un poco la questione, bisogna ammettere che le possibilità di farsi male cadendo sono molto più basse. Una via ben spittata, soprattutto se leggermente strapiombante, riduce le possibilità di infortunio praticamente a zero.

Detto questo bisogna constatare che molte persone quando si allontanano dallo spit si irrigidiscono e cambiano la maniera di arrampicare. Un aiuto a superare questo problema può arrivare arrampicando con persone che non hanno paura di cadere e mettono la caduta tra le regole del gioco. Questo non significa che si può cadere sempre tranquillamente, ma che l´esperienza può aiutare. L´ansia da realizzazione caratterizza le giornate di molti arrampicatori: di quello che si allena tutti i giorni e di quello che non si allena mai. Per tali motivi saper gestire autonomamente tali sensazioni ed emozioni risulta essere molto importate. La grossa difficoltà nella gestione delle emozioni è che non possono essere controllate volontariamente. Le emozioni sono risposte automatiche e involontarie. A questo può rispondere la pratica della meditazione.

COS’É  LA MEDITAZIONE

La meditazione è un esercizio di attenzione, nel nostro caso di attenzione focalizzata sull’attività del respiro. Nonostante il nome non è una pratica mistica o legata alla religione. Anche se tradizionalmente è stata sviluppata come pratica spirituale (ad esempio legata al buddismo o allo yoga), la pratica che proponiamo non ha nessun connotato religioso e non richiede l’adesione ad alcun credo o filosofia. I sui effetti positivi sono stati dimostrati in una serie di studi scientifici, che hanno messo in luce i sui benefici sul sistema cardiovascolare, immunitario, emotivo e nervoso. La pratica quotidiana della meditazione porta ad una maggiore capacità di attenzione e a una maggiore facilità a mantenere la concentrazione, con un aumento della velocità dei processi cognitivi ed una conseguente diminuzione dei tempi di risposta agli stimoli. Allo stesso tempo permette di sviluppare una migliore capacità di gestire le emozioni – quali ansia, paura, collera, risentimento, ecc. – e una riduzione dei livelli di stress in risposta ad eventi o situazioni difficoltose. Questi effetti comportano una migliore capacità di gestire condizioni difficili e impegnative, maggiore lucidità ed equilibrio nelle scelte e nelle valutazioni, e una riduzione delle conseguenze dello stress (tra cui la depressione del sistema immunitario, per cui più stress significa anche maggiore facilità ad ammalarsi, l’ipertensione arteriosa e l’invecchiamento cellulare). Dunque la meditazione promuove una serie di fattori preziosi per lo sportivo.

OPINIONI DEGLI ARRAMPICATORI

La pratica della meditazione procede molto bene e devo riconoscere che è stata una scoperta inaspettata, sicuramente piacevole. Nel corso della giornata sento la necessità di ritagliarmi un po’ di tempo per praticarla, in quanto mi aiuta sia nella pratica dell’arrampicata sia in situazioni di vita quotidiana.

Per quanto riguarda l’arrampicata ci sono miglioramenti evidenti nella resistenza, ma sono convinto che ci sia sempre stata solo che ora riesco a gestirla senza ansia e preoccupazioni. Per il boulder ho visto che viene a mancare un po’ la dinamicità dei movimenti ma è ben compensata dalla consapevolezza e lucidità mentale. Comunque i risultati sono migliori e ne sono soddisfatto.

Sia arrampicando che nella vita di tutti i giorni ho notato una strana sensazione di calma e controllo.

 

Di seguito trovate la presentazione della tesi di Giulia in Scienze Motorie.

Presentazione13-04