Forra del Vinadia, nuovo settore per la scalata su ghiaccio

io su zanna bianca :-)
(foto Andrea Fusari)

Ci sono periodi per rilassarsi in falesia e ci sono periodi per ingaggiarsi. Un alternarsi scandito solo dal cuore, dalle sensazioni e dalle condizioni interne ed esterne.  Bene! Questa settimana era certamente un periodo per ingaggiarsi. Appena tornato dal modulo di ghiaccio del corso guide mi sentivo bene, allenato e pronto.

Lunedi mi arriva un messaggio di Gianni Dorigo, il quale ha aperto un tiro duro nella forra del Vinadia, “Zanna Bianca”. Nella mia mente  intravedo la linea, che due anni fa quando andai a ripetere Zia mia, avevo addocchiato. Un siluro che però all’epoca pareva più  esile ed effimero di una spada appesa ad un ciuffo d’erba e non  una cascata vera e propria!

Insomma mi arriva questo messaggio ma non riesco ad aprirlo… pochi minuti e ricevo una chiamata del fidato compagno Alex  che mi chiede se avevo visto il messaggio.  Chiedo a Gianni di rimandarmelo e leggo 25m  VII- M8 X, è scatta la scintilla, sarà amore!!

Lasciamo passare un giorno e mercoledì siamo alla base di quest’ostico tiro. La partenza sarà il filtro, 6 metri di misto duri e senza protezioni. La mente detiene il potere per andare oltre. Riesco a mettere una vite dietro le spalle, roba da acrobati. A quel punto il più è fatto e adesso mi aspettano 20 metri di candela divertente e mai banale ma almeno ben proteggibile. Eccezionale! Telefonerò a Gianni la sera per fargli i complimenti.

Le danze sono aperte e cosi dopo una breve esplorazione, sempre quel giorno, in compagnia di Alex ed Andrea Fusari apriamo “Alice in Wonderland”, una cascata corta e facile ma in un ambiente tra i più belli che abbia mai visto. Un canyon incassato con due pozze da aggirare delicatamente dove il ghiaccio lo permette. Due muretti di un ghiaccio molto particolare, quasi nevato, ma a funghi ricoperti da enormi galaverne bianche. Una sosta a spit usata per il canyoning ci aiuta a scendere con una calata da 50m.

Torno il giorno dopo da solo per chiodare una linea di misto a fianco a Zanna Bianca ma il trapano mi tradisce e cosi rimando tutto a sabato. Di nuovo con Alex ma sta volta viene anche in aiuto Massimo Candolini e saliamo “Trip terapia” un tiro di 20 metri sul 7- XRM che mi mette alla prova. Mentre Max e Alex provano il tiro, mi sposto per salire sulla fissa lasciata giovedì e posizionare gli spit sulla linea di misto, ma niente da fare, anche oggi solo 5 buchi.

Domenica, giorno definitivo, oggi oltre agli amici prima citati ci accompagna anche mio padre per salire  “Alice in Wonderland”, con piacere la rifaccio dopo aver finito di spittare Cinderella. Alex e Max la provano mentre sono su Alice.

È arrivato il mio turno, sfilo la corda e parto, torno giù dopo pochi metri perché ho sbagliato la partenza. Mi carico e riprovo a salire questo esile festone dove le picche lo forano sistematicamente da parte a parte. Riesco a montare su fino a dove finisce il ghiaccio, bene, è finito il facile. Mi aspetta, un traverso impegnativo dove non posso sbagliare, son già quattro giorni che scendo in questo parco giochi. Riesco a trovare un inaspettato quanto mai provvidenziale riposo incastrando tutte e due le ginocchia e mi lascio andare all’indietro, la ghisa alle braccia si fa già sentire. Riprendo la concentrazione ed esco tallonando, pochi metri completamente sulle braccia e sono  di nuovo sul ghiaccio, ma per poco, è arrivato il diedro finale. Vietato sbagliare, la ghisa inizia  a farsi sentire seriamente ma stringo i denti e continuo a salire molto concentrato e motivato. Esco negli ultimi  3 metri grazie alla vicina candela di Zanna Bianca, letteralmente sfinito. Non saprei esattamente che grado dargli, secondo me potrebbe essere un bel M8 + o M9.

Con questo ultimo tiro è nato un piccolo settore dove dominano le alte difficoltà. L’avvicinamento molto veloce (10 minuti) e l’ambiente caratteristico di una forra rendono questo posto molto suggestivo e assolutamente da visitare.

Ringrazio Alex Franco, Andrea Fusari e Massimo Candolini per la disponibilità, le foto e la voglia di partecipare alla valorizzazione di questo posto speciale.

Marco “rasta” Milanese