i periodi di mezzo

Quando fa troppo caldo per andare in falesia, la neve persiste in montagna e il tempo non è dei migliori che si fa?

Semplice, si cerca il fresco o si soffre un pò il caldo in falesia, si fa qualche corsetta e si viaggia verso luoghi dove non si scala.

Un giretto in Olanda era quello che ci voleva in un fine settimana di brutto tempo, un occasione per vedere una città ed una campagna emozionante, ed un occasione per ricordarmi che non si viaggia solo per scalare!

museumplein
museumplein
windmills
windmills
bacio di rose "Se il tuo bacio avrà l'ardore del sole, la rosa ti donerà tutto il suo profumo." Proverbio Arabo.
bacio di rose "Se il tuo bacio avrà l'ardore del sole, la rosa ti donerà tutto il suo profumo." Proverbio Arabo.
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Mulino

Mulini nel vento                                          Mulini nel vento

In un giorno contento                                Che guardano e guardo
Di tiepido sole                                            oltre ogni tempo
Screziato di viole                                       Fatue sirene fluttuanti
E d’oro disciolto                                         Che tornano sempre
Su un mare increspato                               imbrigliando i pensieri
Di morbido miele                                        Che devo riprendermi
Galleggiano barche sull’onde                    Tutti senza indugiare
Gonfiando le vele                                       uno per uno
Fra flutti di sale                                           se ancora voglio
Mi lascio portare in un sogno                     sognare
Nel giro più tondo
E  casco col mondo                                   Maria Pia Damiani
Ancora per terra

Una corsetta sul Matajur per schiarire idee e fare un po' di fiato..
Una corsetta sul Matajur per schiarire idee e fare un po' di fiato..

E infine un giretto nella solita Somplago ma in parete bianca, proseguendo il sentiero che porta verso destra in pochi minuti si arriva alla perete. Alla base si trova un foglio con illustrate quasi tutte le vie che il DOC ci regale in continuazione. La roccia è leggermente diversa dal settore principale di Somplago ed assomiglia più a Verzegnis. L’arrampicata a-vista è molto difficile per la miriade di buchi che questa parete presenta, ma le realizzazioni sono di grande soddisfazione. Enjoy it!  Marco Rasta

Alex
Alex

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Secondo modulo guide alpine: sicurezza e soccorso

in cima dopo una via con Paolo Manca
in cima dopo una via con Paolo Manca

Dal 9 al 22 maggio un altro modulo di formazione per tutti allievi guide alpine di Friuli, Veneto , Emilia, Piemonte e Liguria si è presentato alla porta, ritrovo : pietra di Bismantova. Un luogo magico che è situato a 40 km a sud est di Reggio Emilia, narrato anche da Dante, e sicuramente merita essere visto. Al sito : www.bismantova.tk potete trovare tutte le informazioni necessarie, compresi i settori dove arrampicare.

parete bismantova
parete bismantova

Un modulo dai molteplici contenuti: ogni argomento toccato apriva le porte ad altri in una successione di approfondimenti e specificazioni.

prove di paranco in parete
prove di paranco in parete

I primi giorni sono stati dedicati alle principali manovre di soccorso: paranchi, raggiungimento di infortunati del primo e del secondo di cordata, calata del secondo di corda. Tante sono le manovre da imparare e altrettante le procedure da effettuare nel giusto ordine per assicurare una corretta successione di operazioni. Altre lezioni sono state dedicate ad imparare come si effettua un traverso impegnativo con un cliente oppure a portare un gruppo su una ferrata assicurati dalla corda. Durante il giorno ci esercitavamo in  tutte queste manovre e dopo due orette rubate per arrampicare, si mangiava. Le giornate però non finivano qua, lezioni serali di fisica e cartografia ci “aiutavano” a dormire tranquillamente appena toccavamo il letto.

Marco Kulot e Marco Bergamo alle prese con: altimetri, barometri, bussole e libri di testo
Marco Kulot e Marco Bergamo alle prese con: altimetri, barometri, bussole e libri di testo

Fortunatamente ci sono stati anche giorni dove ci si divertiva un po’ di più. Abbiamo salito alcune vie di più tiri, tutte da proteggere di difficoltà che si aggiravano intorno al 6C. L’arenaria su cui si “tirava”, grazie alle sue fessure permetteva di proteggersi adeguatamente ma spesso le prese erano un po sabbiose, quindi bisognava stringere i denti e fare finta di niente! Svasi e incastri la facevano da padroni creando un mix di                                                                                            tecnica e scalata di forza.

arrampicata  a Bismantova
arrampicata a Bismantova
Davide Gallian alle prese con i ganci anche detti skyhook
Davide Gallian alle prese con i ganci, anche detti skyhook

L’artificiale moderno dalle nostre parti non è molto conosciuto, ma giustamente una guida deve saperlo praticare ed insegnare. Di conseguenza una giornata è stata dedicata a questa “esperienza mistica” tipicamente usata sul granito e resa famosa perché molto praticata in America, in particolare nel parco di Yosemite. L’uso di ganci, frieds, nuts e tri-cam assieme alle staffe sono gli strumenti indispensabili per la progressione, che non richiede grandi muscoli, ma molto sangue freddo e confidenza con gli attrezzi del mestiere. L’aspetto psicologico di questa disciplina è la parte più affascinante, a volte manca quasi il respiro, ovviamente per la paura, ma anche perchè proprio deve mancarti! Un respiro in più potrebbe farti cadere.

Altra esperienza molto adrenalinica è stata la giornata dedicata alle prove di volo sulle corde. Gli istruttori hanno attrezzato un settore ad hoc per effettuare in sicurezza prove di assicurazione e di “tuffo” con il fine di imparare ad effettuare una sicura dinamica. Provando effettivamente a tenere una caduta di un peso si capisce la differenza tra una sicura dinamica ed una statica. Nel primo caso la persona che cade riceverà un morbido arresto mentre nel secondo riceverà uno strattone secco dovuto alla tensione immediata della corda, non solo, ma l’assicuratore verrà sbalzato in aria o lungo la parete con molta violenza.

Tazio Ferrari in pieno volo!!!
Tazio Ferrari in pieno volo!!!

L’ultimo periodo è stato dedicato all’orienteering con una garetta dove si doveva fotografare nove punti segnati sulla cartina. I punti non erano immediati da trovare, anzi! ma grazie ad altimetro, bussola e calcolo dell’azimut siamo riusciti tutti a trovarli e soprattutto a tornare. Il giorno seguente si è svolta una prova simile ma unicamente con l’uso del Gps, attrezzo indispensabile soprattutto quando si va in alta quota.

orienteering in ambienti appenninici mozzafiato
orienteering in ambienti appenninici mozzafiato

Infine tre giornate di comunicazione e aspetti legali hanno concluso il corso e reso le nostre teste fumanti, sature di informazioni e di tecniche. Anche questo giro il modulo si è rivelato una sfida personale, ora tocca allenarsi, studiare e manovrare nodi e corde tutto il tempo che è necessario!

Marco “rasta”

con gli sci sul monte rosa

il gruppo al completo
il gruppo al completo

Un bel giro con gli sci è sempre ben gradito, soprattutto quando lavori molto e hai poco tempo per vagabondare. Questo  è il caso di molte persone tra cui mio padre che, con qualche amico, si sono presi 4 giorni (dal 16 al 19 aprile) per andare a farsi un piccolo raid in monte Rosa. Assieme alla guida alpina, Guido Candolini, hanno toccato le punte: Zumstein, Parrot,  Gniffetti, Ludvig,  Vincent e Giordani. Un bel giretto fatto quasi sempre con il mare di nuvole alle spalle.

Che dire …. bravi! non mi resta che farvi vedere un po di foto per ingolosire gli appassionati.

babbo skialp!
babbo skialp!
viene voglia di tuffarsi
viene voglia di tuffarsi

sicurezza in salita
sicurezza in salita
pausa :-)
pausa 🙂
WOW!
WOW!

alla scoperta dell’isola di Hvar

13/03/2011

Finito per questo semestre gli esami di università e passate le selezioni di guida alpina sento che posso prendermi qualche giorno di vacanza. Contatto il mio amico Andrea per sapere le sue condizioni in marzo, sono buone. Tarati come sempre i tempi e i desideri di ciascuno decidiamo di andare sull’isola di Hvar che si trova di fronte a Spalato in Dalmazia.

Andrea Pustetto e Marco MIlanese
Andrea Pustetto e Marco MIlanese

Le informazioni su quest’isola erano poche ma ho avuto la fortuna di avere un informatore speciale, Asterix. Dopo un breve colloquio ho alcuni dettagli in più su una parete vergine vicino a sv. Nedelia. Muovo mari e monti per recuperare una batteria di riserva per il trapano ma niente da fare quindi dovrò contare solo sui 10 fori di cui dispongo! sigh..

in apertura sul secondo tiro di "soul rebel"
in apertura sul secondo tiro di "soul rebel"

Dopo ore di macchina e di traghetto arriviamo al paesino di sv. Nedelia e chiediamo subito informazioni, imbocchiamo la strada sterrata segnalataci e  dopo poche curve ci troviamo davanti una bella parete frastagliata, l’avventura inizia. Scelta la linea sulla parete troviamo con molti problemi un posto per mettere la tendana e crolliamo.

Al mattino carichi (sia mentalmente che sulla schiena) ci dirigiamo verso l’attacco. Dopo un primo tiro un pò sporco arriviamo alla fessura che avevamo scelto. Da qui partono due tiri eccezionali che con l’aiuto di qualche spit e molti friend superiamo molto contenti. Siamo già in alto e vediamo un bellissimo profilo dell’isola. Ora mancano ancora due tiri più facili che portano in cima. Come primo giorno non è affatto male, è nata “soul rebel”. Stanchi e soddisfatti ci caliamo  ma arrivati alla macchina la giornata non è per niente finita. Dobbiamo ancora mettere a posto il materiale, trovare dell’acqua, caricare la batteria del trapano e scovare qualche buco per dormire. Miracolosamente riusciamo a fare tutto e ci prepariamo per il giorno dopo.

l'ama follemente
l'ama follemente

La linea che abbiamo scelto per questo giorno sembra proprio aerea ed elegante. Partiamo grintosi anche se stanchi e molto ammaccati. I primi due tiri sono di avvicinamento a questa enorme lama che esce perpendicolare alla parete, il terzo tiro la segue lungo il filo. Purtroppo a causa della batteria e della roccia che ci aspettava dopo il terzo tiro dobbiamo rinunciare ma l’ultimo tiro ce lo ricorderemo per un bel pò. La lama su cui siamo saliti era poco più larga di un metro, impressionante.Distrutti da due giorni intensi di aperture decidiamo di rilassarci.

L'eremitica falesia di sv. Nedelia
L'eremitica falesia di sv. Nedelia

Troviamo un bellissimo posto per dormire in un campeggio chiuso e il giorno dopo andiamo alla ricerca di un falesia sempre nei pressi di sv. Nedelia. Vaghiamo alla ceca ma appena troviamo un macchina di ungheresi parcheggiata capiamo che l’attacco del sentiero può essere solo li. Cosa ci fanno se no degli ungheresi a marzo in un isola? per fortuna l’esperienza con gli amici Magiari mi ha aiutato in questo :-). Arrivati alla falesia scopriamo un posto paradisiaco. Una minuscola casetta con porticciolo e falesia annessi tenuto benissimo , roccia meravigliosa temperatura ottima come anche la compagnia che abbiamo trovato, cosa serve ancora?

Arriva il brutto tempo decidiamo di risalire la costa e fermarci in Paklenica, vogliamo tirare fuori tutto il possibile da questo viaggio ma il brutto tempo e un bel raffreddore pesante ci fermano. Decidiamo di tornare.

Un bellissimo ricordo di questa esperienza ci accompagnerà! e un complimento va ad Andrea alla sua eccellente prima esperienza di spittatura.

la parete con le due vie aperte
la parete con le due vie aperte

Le relazioni dettagliate le trovate nel articolo dedicato

Buone scalate

Marco “rasta” climb

relazioni sulle nuove vie a hvar

Le vie sono state aperte dal basso con protezioni miste e uso degli spit solo dove era necessario.

Avvicinamento generale:

Dall’Italia ce la possibilità di prendere traghetti da Trieste o da Ancona direttamente per l’isola di Hvar. Mentre se si procede via terra attravwrso la A1 croata si arriva a spalato, si prende il traghetto e arrivati a Starigrad seguire per Sv. Nedelia.  Dal paesino appena arrivati si nota subito un cartello “artigianale” con l’indicazione Hvar 17. Imboccare la strada che diventa subito sterrata, seguirla per un paio di Km e arrivati a un grande Curvone verso sinistra la parete è visibilissima. Impossibile sbagliare!

Avvicinamento alle vie:

L’assenza di sentieri fa si che avvicinamento bisogna procurarselo. Gli attacchi delle vie sono molto visibili e con della semplice logica ci si può approciare facilmente.

Materiale:

Serie completa di friends e nuts, qualche chiodo per sicurezza.

Discesa:

sono segnate con le frecce nei disegno sottostanti

la parete con le due vie aperte
la parete con le due vie aperte
 soul rebel
soul rebel
rasta lama punk
rasta lama punk

valle dell’orco

climbing
climbing

In autunno la temperatura perfetta e i colori stupendi sono ideali per scalare  in questa storica valle, culla tipologie visionarie di arrampicata. Questa valle che parte da Ivrea si inoltra fino nel parco del Gran Paradiso regalando scenari mozzafiato.
I due settori principali: Sergent e Caporal, ovvio riferimenti al mondo dell’arrampicata californiana, offrono un arrampicata prevalentemente in fessura ma non mancano le placche. Una puntatina ed obbligo per tutti i climber che si rispettino :-).
L’ambiente è molto rilassate perchè le pareti sono vicinissime alla strada ma comunque isolate. L’incastro fa da padrone, in questo ambiente e le mani purtroppo ne risentono, ma questa sofferenza è ampiamente ripagata dalla soddisfazione di addomesticare una fessura.

raggi visionari
raggi visionari
la fessura della disperazione
la fessura della disperazione
yosemite style
yosemite style

buone scalate

Marco “rasta” climb

Spagna by bloc

Non capita tanto spesso che faccia boulder a causa del fatto che la mia arrampicata non è proprio di “forza”, tuttavia è capitato e spero capiterà ancora di fare qualche viaggetto come in questa occasione.. la Spagna.

Grazie ai miei amici Feltrini sono venuto a sapere di questo viaggio verso Albarracin, una località a 150km a nord di Valencia, in mezzo al nulla. Il ritrovo organizzativo è stata la palestra di arrampicata “Intellighenzia” a Padova dove tutti noi studiamo. Cosi dopo un pò di aggiustamenti di date partiamo in aereo io, corona e fidi per raggiungere gli ormai locals Lorenz e Igor che ci avevano già preceduti di qualche settimana in macchina. Arriviamo a Teruel in corriera dopo essere sbarcati con l’aereo a Valencia e incontriamo subito Lorenz che ci è venuto a prendere in macchina. Carichiamo zaini e un crash e partiamo.

albarracin
albarracin

Il viaggio è breve e dopo essere passati per un vero e proprio piccolo deserto arriviamo al paese, lo superiamo ed arriviamo al parcheggio / casa per 6 giorni dove dormiamo sotto le stelle.

Da qui ogni mattina ci svegliavamo con mooolta calma (finalmente, ogni tanto ci vuole)  e poi ci dirigevamo sempre verso un settore diverso, tutto a piedi, in questo bosco di pini marittimi che sembrava la pineta di Lignano solo piena di massi! La carica e la voglia è tanta ma le braccia meno comunque il primo approccio non è male la roccia non punge le mani e non le consuma. Il colore rosso fa da padrone in questo scenario brullo dove per terra si trova solo aghi di pino e gusci di semi di girasole mangiati dai climber.

Oltra all’arrampicata questa località è famosa per alcuni dipinti preistorici disegnati appunti sui massi. Una piccola sbirciatina è d’obbligo ma tutto sommato non si vede granchè. Viene da chiedersi come mai l’uomo preistorico sia andato fin là a dipingere, e la mia risposta personale l’ho trovata nell’energia che vive in questo posto. Sarò stata la compagnia, sarà stato il momento giusto, sarà stata la scalata ma io mi sentivo proprio bene là, in pace.

tutti a scalare
tutti a scalare

Un posto che merita essere visitato e che a tutti gli amici boulderisiti consiglio vivamente. Un piccolo consiglio: se impacchettate il crash con la Ryanair lo potete far passare per bagaglio e non come attrezzatura sportiva e potete infilargli dentro qualsiasi cosa.

buone scalate

Marco “rasta” climb

un posto unico
un posto unico