Highlands

highlands stefano linda

Con molto piacere pubblico questa avventura unica di un caro amico, un avventuriero nato, rinchiuso in gabbia, che ogni tanto riesce a fuggire. Come Benuzzi, prigioniero in Africa, assieme ad alcuni compagni, scappò per scalare in 17 giorni (10 di provviste) il monte Kenya e poi si riconsegnò alla prigionia.

SOLO

by Stefano Linda

Le Highlands scozzesi o semplicemente Highlands, sono la regione montuosa della Scozia, posta a nord e ad ovest del Regno Unito. Esse sono comunemente descritte come una delle più belle e scenografiche regioni dell’Europa. L’area è per lo più scarsamente popolata, dominata da numerose catene montuose. Nonostante faccia parte della Gran Bretagna, che è assai densamente popolata, la densità media della popolazione nelle Highlands e nelle isole scozzesi è inferiore a quella di Svezia, Norvegia, Papua Nuova Guinea e Argentina.

PROGETTO

Attraversare da nord a sud tutto il territorio delle Higlands scozzesi con 20 giorni di provviste al seguito in autosufficienza

PREPARATIVI

Rientro dalle Isole Svalbard (79∞15′ latitudine Nord) ho una settimana per prepararmi, l’aereo e’ già prenotato. Non ho tempo per ordinare le cartine, compro una stradale scala 1:400.000, tra i tanti difetti un mio grande pregio e’ che mi so orientare. 1:400.000 bastera’ a tirarmi fuori dalla merda, navighero’ con la guida, un bel libretto di un centinaio di pagine che descrive l’attraversamento dei 370 km delle higlands in modo abbastanza puntuale; Gps di riserva non si sa mai ma conto di non accenderlo. Provviste all’eurospin . Pannello solare da tetto (10watt) con vetro e cornice in alluminio, l’unico reperibile in così pochi giorni. Smonto un marchingegno accendisigari-usb e glielo collego siliconando il tutto; scoprirò a viaggio iniziato che tutto funziona e mi scende una lacrima per la magia. Non riesco a prendere una tenda seria ed escogito un sistema con un telo, scoprirò poi che funzionerà ( ma porto via anche una sacco da bivacco impermeabile, non si sa mai) Gopro,Fornello, Filtro per l’acqua, giacca a vento

Modifico il carrello del kayak e lo infilo nello zaino. -“funzionera’!”- penso , e infatti funziona!

L’ATTIMO

E’ una di quelle sensazioni che conosci già.. sembra stare posata come una farfalla invisibile e leggerissima, ha la consistenza dei profumi o dei ricordi ferma da anni nel centro del petto;quando si fa sentire la riconosci subito, tutti la conosciamo: e’ quella paura sottile che provi quando sei solo, quando sei perso ma sai che ce la puoi fare; la sottometti con la testa, con la ragione e con la forza ma rimane ad aspettarti, non ha nessuna fretta, tu la comprendi bene e sai che sara’ la tua unica compagna. Una traccia di 4×4 in pessime condizioni sembra quasi essere l’ultima possibilita’ per un uomo di camminare su un terreno senza sprofondare, il vento ti fa chiudere gli occhi e scompare velocissimo alle spalle, 2000km piu’ a nord trovera’ la calotta polare , in mezzo solo mare; l’ oceano atlantico ti getta addosso acqua, acqua e acqua, la cartina si riempie di gocce che sembrano montagne di ghiaccio sul territorio costellato di laghi e paludi che ti appresti ad attraversare. E’ tutto uguale; ti proponi di raggiungere l’unico punto di riferimento univoco di li in avanti, una spiaggia perfetta dove la tenda forse non sprofondera’; La tua compagna trova campo fertile per affondare i suoi sottili artigli d’angoscia nel centro del petto; ti fa promettere a te ste stesso che sarai prudente, che non farai cazzate perche’ qualcuno a casa ti sta pensando , sara’ probabilmente preoccupato e per molti giorni aspettera’ tue notizie. Dove non c’e’ nulla, una figura muove il primo passo, lo scarpone sprofonda fino alla caviglia, le ruote del carrello iniziano a riempirsi di fango. Un solo passo, basta il primo, e l’esaltazione che ci pervade all’inizio di ogni avventura non lascia spazio ad errori o incertezze la direzione e’ solo una: avanti! Pochi minuti dopo non vi e’ più nulla sul sentiero per Cape Wrath -Highlands del nord -Scozia, la nebbia e le lunghe sbarre della pioggia impediscono ogni ritorno a quell’attimo unico che e’ ogni partenza.

EPILOGO

Percorro bene 80 km stupito dalla meraviglia del paesaggio e dalla sorprendente risposta del mio fisico non allenato. E’ tutto meraviglioso ma le notti in tenda sotto la pioggia non vanno d’accordo col mio carattere. Fatico a rimanere a lungo da solo e mi pesa sempre di piu’, decido che il mio impegno futuro sara’ cercare buoni compagni per condividere avventure meravigliose assieme . La solitudine non fa per me! .. queste mattine mi sveglio con negli occhi l’immagine delle mie gambe piene di fango. Metto a tacere la malinconia, vorrei essere la ; e’ una cosa da idioti. meglio non dirla!

Sperando che questo articolo faccia incontrare avventurieri e liberi pensatori, per meravigliosi viaggi.

bless

Marco “rasta” Milanese

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Paolo VI tofana

chiodi tofana

Una via che compie 50 anni, e per il compleanno è stata restaurata, anche le vie si fanno la chirurgia estetica ogni tanto!

Grazie agli scoiattoli Massimo da Pozzo e Samuele Majoni le soste sono state sistemate e anche lungo alcuni tiri sono stati aggiunti  spit. Il lavoro è stato svolto con il consenso degli apritori e ha reso questa via un piacere, e non un viaggio terroristico (vedere le foto dei chiodi). Grande continuità nei tiri, tra passaggi boulder e tiri di continuità che gonfiano per bene le braccia.

Assieme a Carlo abbiamo ripetuto questa via rimanendone piacevolmente colpiti. La qualità della roccia tutto sommato non è male e la scalata, classicamente dolomitica. Un altro piccolo sogno che si realizza!

Peace and Rock

Rasta

Sella Nevea Mountain experience estivo

mountain experience estate

Dopo l’eccezionale esperienza in igloo di quest’inverno, la passione per la montagna non si ferma per niente in estate. Esplorerete queste montagne accompagnati da una Guida Alpina ed un Maestro di Sci della zona che vi faranno assaporare questi paesaggi. Passeremo una notte in bivacco e ceneremo sotto le stelle. Arrampicheremo sotto il Campanile di Villacco dove vi verranno insegnate le tecniche di arrampicata. Al Rifugio Corsi approfitteremo dell’ospitalità del gestore dormendo e mangiando bene. Andremo verso i Piani del Montasio da cui trae il nome il famoso formaggio, e assaggeremo il vero “Montasio”. Infine scenderemo verso il Lago del Predil in sella alle mountain bike.

Durata corso: 3 giorni        Periodo: dal 6 pomeriggio all’ 8 settembre

Equipaggiamento personale:

Zaino – Cambio completo – Vestiti impermeabili – Sacco a pelo o sacco letto – Pila frontale – Scodella, forchetta, tazza – Scarponi o scarpe da trekking – Scarpette da arrampicata (se in possesso)

Acqua 2 litri – Imbragatura (se in possesso) – kit ferrata (se in possesso) – Costume da bagno

Occhiali da sole

Alloggi:

Bivacco Cai Gorizia m.1950

Rifugio Alpino Guido Corsi m. 1874 Tel 042.868.113 http://www.rifugiocorsi.it

Prezzo a persona: 160 euro

La quota comprende:

• Assistenza della Guida Alpina

• Assicurazione che copre l’intervento di soccorso in caso di incidente

• Materiale tecnico fornito dalla guida

• Vitto e alloggio: 2 cene, 2 colazioni, 1 pranzo (escluso pranzo al Montasio)

• Noleggio bici

Programma giornaliero:

1° Giorno – Ritrovo ore 15:00 presso il Centro Nauticave sul Lago del Predil m 959.

Sentiero CAI 625 per raggiungere il bivacco Cai Gorizia ( 3 ore circa).

Cena e pernottamento al bivacco.

2° Giorno – Per il sentiero ferrato del Centenario alla Forcella Del Vallone per poi scendere al              Rifugio Corsi per il pranzo (1 ora e mezza circa).

Corso di sicurezza e arrampicata nella palestra “Ignazio Piussi”.

Cena e pernottamento al Rifugio Corsi.

3° Giorno – Passo Degli Scalini sul sentiero CAI 625 verso i Piani del Montasio.

Pranzo alle Malghe del Montasio.

Discesa in Bici fino al Lago del Predi

IL PROGRAMMA POTREBBE SUBIRE VARIAZIONI IN CASO DI MALTEMPO.

Info e Contatti:

MARCO MILANESE

(marcomila87@libero.it, cell_3281441332 http://www.marcomilanese.com)

LIVIO SADOCH

(testina0@hotmail.com, cell_345 3551402

Leggete l’articolo sul  Mountain esperienze invernale al link:

http://marcomilanese.com/2013/03/28/freeride-e-igloo-a-sella-nevea/

per il video:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=nvEVn-0FJhI

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Sella Nevea Mountain experience

Verdon

Verdon Climbing
Verdon Climbing

Il ricordo di questa gola non è mai andato via… è passato qualche anno da quando, per la prima volta, ho visto queste pareti. Un esperienza unica di vuoto totale, dalle calate (che in questo caso rappresentano l’inizio dell’avventura), all’ultimo tiro, sei immerso in un bolla di aria. Una scalata molto esigente ma di incomparabile bellezza ha riempito le nostre anime “climber”,  svuotando invece: braccia, dita e pelle. Sarà per le vie fatte, sarà per le highline, fatto stà che questa volta la verticalità mi ha quasi stancato, sono pieno. Non mi dilungherò molto perchè basta il video per capire molte cose. Una compagnia eccezionale, persone nuove da conoscere, esperienze nuove da provare, tempo perfetto, non mi serve altro.

Solo Chalk, Chocolate and inspiring…

Marco “Rasta” Milanese

un viaggio nel vuoto…puro. Vuoto.

Ovviamente l’appuntamento con le tre cime anche quest’anno non poteva mancare. Lunedì sera assieme all’amico Andrea Pustetto, partiamo con il mitico Fiat doblò, camperizzato per l’occasione, verso gli imponenti strapiombi dello spigolo Scoiattoli, cima Ovest di Lavaredo.

Più saliamo di quota in macchina e più l’aria diventa fresca, troppo fresca. Arrivati al parcheggio oltre alle temperature si aggiunge anche il vento. Andiamo a dormire, domani si vedrà.

Sveglia, non è cambiato assolutamente niente anzi, partiamo. Veloci arriviamo all’attacco e senza legarci saliamo i primi metri di III. Appena il terreno diventa verticale ci leghiamo e mettiamo le scarpette, si inizia sul serio adesso. Qualche breve tiro facile e poi… e poi diretti sui grandi tetti. Un traverso netto a sinistra ci porta sullo spigolo, inizia il vuoto. Il freddo è tale che battiamo i denti entrambi, si vede il fumo uscire ad ogni respiro e le tacche potrebbero essere enormi o microscopiche tanto non si sente niente.

Tiro dopo tiro cresceva la ghisa e il vuoto. Un vuoto totale, ogni sosta eravamo appesi come salami a chiodi non proprio rassicuranti e le gambe ogni tanto non le sentivi più. Non ho mai provato la sensazione di avere così tanto vuoto alle spalle, neanche in Marmolada.

L’unico “vantaggio” che il freddo ci ha dato è che abbiamo corso sulla via, nonostante cambi di corda, problemi intestinali, ferite di vario genere alle dita, l’abbiamo spuntata in sette ore scarse. Tutto per arrivare in cima, godersi dieci minuti di sole e veder arrivare le nuvole che hanno coperto tutto.

Troppo vento e freddo al parcheggio, scendiamo dall’amico di Auronzo Scossa, il quale ci consiglia qualche via in una parete in val Frison, vicino a Campolongo. Seguiamo ovviamente i consigli e ci dirigiamo distrutti dalla via e dal freddo alla nuova località di villeggiatura per il Doblò. Ringrazio ogni singolo minuto dei quindici che ci sono voluti per arrivare all’attacco della via e le doppie rapide per arrivare alla base.”Cliffhanger” si rivela una via perfetta per questa giornata, complimenti a Gino de Zolt che ha aperto e attrezzato questa e innumerevoli altri itinerari sui 300 metri di questa parete.

Bene è ora di tornare al lavoro, il verde dei boschi diventa verde dei giardini. Una più che arzilla novantaduenne a cui abbiamo sistemato il giardino ci narra storie di persone, paesi e guerra. “bisogna prendere le cose come vengono” ci dice con il sorriso, e una giornata di lavoro e fatica sparisce.

Alla prossima

Il Rasta

Riporto anche il commento del compagno di cordata sullo spigolo, sempre un piacere leggere le impressioni della stessa avventura ma da un altro punto di vista.

Andrea Pustetto:

Come sempre è gia buio quando arriviamo in tre cime, parcheggiamo sopra il rifugio dopo aver meledetto la stanga e i soldi che dovremo sborsare. Mangiamo una pasta fredda e, dopo due chiacchere sulla via che ci aspetta domani, subito a letto…la sveglia è alle 6:00. Ancora stordito dal sonno seguo il rasta per il sentiero che conduce alla base della spettacolare cima ovest. La giornata è splendida ma la temperatura bassa, per non parlare poi di un cazzo di vento che ci accompagnerà imperterrito per tutta la giornata. Trovare l’attacco è facile e alle 7:30 marco attacca il primo tiro, io subito dopo lo seguo. Procediamo veloci fino al fatidico 7b sotto il tetto e riusciamo a passare in libera ma non senza fatica. Dopo il tiro duro seguono una serie di tiri meno impegnativi ma comunque sostenuti e soprattutto tutti strapiombanti. Gia dopo due tiri entrambi accusiamo la fatica ma le soste scomode e il vento ci stimolano parecchio a non rallentare. Alle 15:00 circa siamo alla cengia circolare e ci godiamo finalmente un po di sole mentre mangiamo qualcosa prima di iniziare la discesa. Una via spettacolare in perfetto stile 3 cime. I tiri sullo spigolo sono davvero fantastici e il vuoto che li circonda gli da un fascino particolare.