corsica jumbo love

“Deux crepes et de l’eau s’il vous plait! “. Così terminavano le nostre giornate ( Elisa e me) in Corsica. Terra dalle meraviglie naturalistiche e dai mille colori. Dal rosso intenso delle calanques di Porto, al bianco marmoreo delle falesie di Bonifacio che, quasi con arroganza, precipitano nel blu del Mediterraneo. Il 6 agosto, armati del mio Fiat Doblò fiorito e camperizzato, partiamo alla volta di Bastia (che si trova sulla costa ad est, verso l’Italia) in traghetto. Il programma è un road trip intorno all’isola alla scoperta di spiagge cristalline, bellezze naturali e ovviamente roccia! All’arrivo ci dirigiamo sulla costa ovest, molto più bella e articolata e dormiamo a Ile Rousses. Il granito rosso inizia a mostrasi sotto forma di scogliere, isole e falesie sulla spiaggia. Una roccia molto abrasiva permette di sfruttare le dolci deformazioni scavate dal vento e l’arrampicata diventa semplicemente un fantastico gioco.

Il giorno seguente, dopo due tentativi di entrare a Calvi per visitarla (falliti a causa del traffico) decidiamo di dirigerci a Porto. Sulla strada, emozionante quanto pericolosa, ci fermiamo a Galerìa dove non par vero che una spiaggia così grande e cristallina ospiti così pochi cristiani. Non solo, dietro la spiaggia sfocia il Fangu, un fiume proveniente dall’interno. Per la modica cifra di cinque euro facciamo uno splendido giro in canoa tra ninfee e tartarughe che prendono il sole sui tronchi; emozionante il contrasto tra il mare ed una natura fluviale e paludosa a 50 metri di distanza.

Dopo un’infinita quantità di curve (ed eravamo solo all’inizio) arriviamo a Porto e ci fermiemo nel campeggio municipale: costo 15 euro compresa la macchina. Qua conosciamo quattro ragazzi con un mezzo decisamente sorprendente. Un turbo dealy 4×4  “molto” rialzato e ovviamente allestito per dormire. Passiamo una piacevolissima serata a parlarte di passioni comuni come appunto le camperizzazioni. Gli amici, amanti del fuoristrada, ci raccontano di escursioni durate tutte il giorno totalmente off-road all’interno dell’isola, tra laghi e paesaggi solitari.

La mattina seguente la spiaggia di Porto e la falesia a picco sul mare regalano amicizie e anche un po’ di allenamento. Facciamo arrampicare per la prima volta due ragazzi che entusiasti mi chiedono il contatto, speriamo di rincontrali. L’arrampicata è anche questo, un modo per fare nuove conoscenze.  Continuiamo la nostra discesa verso sud passando per le calanques, incredibile contrafforti svettano dal mare e la vista e da mozzare il fiato. Rimaniamo semplicemente in contemplazione.

Dopo una giornata a visitare Ajaccio e Propriano con relative meravigliose spiagge, approdiamo ad uno degli spot più belli per fare boulder, Pianotolli. Una spiaggia deserta con i massi tra i più belli che abbia mai visto. Mi sembrava di essere un bambino al luna park, ho iniziato a scalare e sull’onda dell’entusiasmo non mi toglievo neanche le scarpette. Camminavo da un blocco all’altro con un male tremendo ai piedi e salivo il problema seguente. Quando smetterò di meravigliarmi di fronte alle bellezze che la roccia ti offre smetterò di scalare. Le forme che il vento è riuscito a dare a questa pietra sono incredibili e mi fermo ad ammirali.

L’arrivo a Bonifacio è stato incredibile: come sia possibile costruire una città cosi a picco sul mare rimane ancora un mistero. Alte falesie bianche si stagliano all’orizzonte per sprofondare in un blu intenso. Conosciamo due ragazzi e passiamo una piacevole serata parlando di viaggi e sogni futuri. L’incontro con persone in viaggio come noi e lo scambio di opinioni e racconti mi colpisce sempre, fanno parte del viaggio, della conoscenza e dell’esperienza personale.

Qui posso dire di aver fatto una delle colazioni più belle della mia vita! Fuori dai campeggi, parcheggiati di fronte a Bonifacio su balcone con vista ho gustato la mia Nutella.

E’ ora di iniziare a salire e contro ogni previsione, nei pressi di Portovecchio, troviamo ancora un posto dove fare un po’ di boulder. La vacanza si chiude in bellezza. Visitiamo ancora due città ed è ora di imbarcarci di nuovo verso il continente.

Ora si va in montagna!

Au revoir

il rasta

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