Alice, torre genziana: puro godimento

torre Genziana
torre Genziana

Vi propongo l’articolo sulla via in questione scritto da Alex, il mio storico compagno di avventure. Invito chiunque voglia, a inviarmi le proprie esperienze verticali se correlate a belle foto.

Sabato 7 luglio…  a questo punto della stagione Marco ed io lo scorso anno eravamo già avanti con le nostre uscite in croda, ma un po’ la sua motosega  e un po’ il mio mal di schiena hanno rallentato le nostre uscite; in realtà lui si è già sparato diverse ascensioni su granito mentre io, per impegni familiari e le noie alla schiena mi tengono più che mai lontano dalle falesie, compromettendo la mia forma fisica a causa di uno scarso allenamento. Per tale motivo, la scelta della Torre Alba non è casuale: si va su un itinerario sportivo di grado max 7a, quella che il Rasta definisce  una via “plasir”(non ho detto proprio cosi, questo è un appunto del sottoscritto). Ottima per me oggi. Son passati 5 anni ormai da quel lontano 21 luglio in cui conobbi questo baldanzoso giovane dai lunghi capelli rasta. Incontrato alle sei del mattino in un parcheggio a Tolmezzo con l’idea di salire il diedro Cozzolino, robe da matti! Ne abbiamo fatte di salite insieme da allora e soprattutto il livello tecnico e l’esperienza, della prossima Guida Alpina Marco Milanese,  sono cresciute in modo esponenziale, tant’è che ormai faccio davvero fatica a tenergli il passo ma statene certi non lo ammetterò mai!!

Alle 9:30 prendiamo il sentiero CAI 616 dalla Malga Saisera, lungo il tracciato dell’anello di fondo ,sotto le pendici del Nabois Grande. E’ un sentiero bellissimo circondato prima dalla faggetta e poi da Larici  piegati dalla forza degli elementi, immerso nella frescura che ci consente si salire a passo spedito e senza sforzo.

Alle 11:00 aggiriamo il nevaio e alle 12:00 attacchiamo Alice.

sull'ultimo tiro
sull’ultimo tiro

Sbaglio l’attacco!!! Invece di guardare la relazione e la fotografia seguo solo il luccichio delle piastrine della nuova via spittata dagli austriaci, come una Gazza ladra incuriosita dalla luce splendente e riflessa; inconsapevole che ci sia un altro tracciato oltre alla linea del compianto Luca Vuerich e Alex Di Lenardo. Saliamo il primo tiro e senza nemmeno vedere la sosta dopo i primi 50 mt ci raccordiamo con Alice e fra una battuta e l’altra si sale veloci fino all’ultima sosta. La roccia è scura e levigata dall’acqua, di buona qualità per un’arrampicata divertente con prevalenza di tacche e prese svase su muro verticale, solo a tratti leggermente strapiombante, comunque con difficoltà pressoché continue fino all’ultimo metro. Quindi nel complesso una bella via, ben spittata, in cui non serve integrare nulla. Marco ed io fra una battuta e l’altra siamo saliti metro dopo metro divertendoci e assaporandone ogni movimento. Ho provato anche a salire in vetta, ma la lotta con la fitta mugheta alla fine mi ha fatto desistere e ho presto raggiunto il mio socio per rientrare verso gli zaini. La discesa in comode corde doppie lungo lo stesso itinerario è privo di problemi.

Alla prossima Marco…

Nevaio per arrivare all'attacco.
Nevaio per arrivare all’attacco.
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